
Il freddo si riflette nel mio specchio beandosi della sua agghiacciante bellezza.
Spettro di cristallo in una notte di follia,
candido giace il tuo gelido manto.
Tutto è fermo, tutto è statico e sigillato,
come in un incantesimo silente.
Sei giunto ordunque Inverno, custode dell'oblio, agonia morta,
Signore delle nevi.
Gli occhi di ghiaccio che scrutano il nulla, distesa di immobile silenzio.
Tutto tace, tutto è morto e perfetto,
perfetto nell'inesistenza di spirito, nell'inesistenza di un'anima.
Il mio cuore ormai fermo si interroga,
rimbombano tutti i suoi inutili ricordi sanguinanti.
Suona senza sosta la statica melodia del carillon
e nel vuoto dell'assurdo
un lacero cadavere non perde più sangue,
piange.

a sto punto potevi fare nero su nero.
RispondiEliminaEnrico Ghezzi ti approverebbe.