.Lilium

{Os iusti meditabitur sapientiam
Et lingua eius loquetur iudicium
Beatus vir qui suffert tentationem
Quoniam cum probatus fuerit accipiet coronam vitae
Kyrie, fons bonitatis
Kyrie, Ignis Divine, Eleison
O quam sancta, quam serena, quam benigna
Quam amoena esse virgo creditur
O quam sancta, quam serena, quam benigna
Quam amoena O castitatis lilium.}

martedì 19 gennaio 2010

Inessenza inessenziale.

Mi figuro un triste risveglio... accarezzata dalla fredda luce di un sole invernale... in un mattino di Dicembre. Mi figuro il silenzio e il gelo trapassarmi le ossa mentre mi affaccio alla finestra: le strade vuote e popolate da spettri invisibili di vite mai esistite in questa malinconica cittadina decadente. Il cielo è ghiacciato, così puro che la luna trasparente del mattino gelida vi si rispecchia, la mia pallida e vanitosa Regina che si ricongiunge al suo giocoso Re mentre si nasconde tra le nuvole argentate e pronte a cadere. Pezzetti di sogno si staccano dal nulla e vengono giù danzando l'amore eterno degli Dei, candida neve che blocca il tempo e sigilla i dolori, sarò meno sola in questa città fantasma. Tutto si tinge di purezza, il velo bianco della dolce sposa. Il Re si addobba a nozze indossando raggi d'oro zecchino e si innalza possente nel cielo abbracciandomi col suo tiepido tocco che distrugge l'ombra nel mio cuore e illumina l'amante notturna. I miei occhi si annebbiano di pianto, incapaci di bearsi della splendente bellezza dello sposo, umile umana e indegna spettatrice delle divine nozze resto accecata dall'immensità; gli occhi stanno bruciando e le lacrime cadendo, cristalline, solitarie, un pianto cieco che tutto vede. Il mio corpo si fa cenere e la mia anima ignota nebbia, da spirito senza nome posso finalmente godere del sorriso silenzioso dei miei Signori e cantare il loro mistico segreto: solo essendo il nulla ora comprendo il tutto. La non essenza.

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